Cronaca
Raccoglievano angurie per 1,40 euro a quintale: imprenditore arrestato per sfruttamento
giovedì 4 luglio 2019
L'operazione è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Gallipoli insieme ad una task force del Comando provinciale.

Raccoglievano angurie guadagnando 1,40 euro per quintale raccolto. Un imprenditore agricolo 37enne di Nardò, L.A., è stato arrestato ieri dai carabinieri della compagnia di Gallipoli per sfruttamento del lavoro. 
Secondo quanto ricostruito dai militari che sono intervenuti osservando ciò che avveniva nei campi dell’agro di Nardò, il 37enne impiegava manodopera straniera in condizioni di sfruttamento. Nello specifico sono stati individuati cinque operai di nazionalità tunisina occupati nella raccolta delle angurie con paghe irrisorie, circa 1,40 euro per quintale di angurie raccolte, oltre ad essere sottoposti a condizioni di vita degradanti poiché alloggiati in una struttura fatiscente nelle campagne della cittadina salentina.

Già dalla metà di giugno il Comando Provinciale dei Carabinieri di Lecce ha costituito una Task Force anti caporalato composta da militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, personale delle Stazioni Carabinieri con l’ausilio di personale specializzato del N.I.L. (Nucleo Ispettorato Carabinieri) di Lecce. La Task force opera in tutta la provincia di Lecce, con una particolare attenzione al territorio neretino interessato in questo periodo dell’anno dalla raccolta delle angurie. 

Prima del blitz di ieri i carabinieri hanno messo in atto ripetuti servizi di osservazione, controllo e pedinamento hanno documentato le condizioni lavorative con videoriprese e fotografie, prove documentali e dichiarazioni dei braccianti accertando che gli operai avevano prestato ininterrottamente attività lavorativa per la raccolta di angurie in alcuni fondi agricoli di Nardò dal 17 giugno scorso per 10 ore al giorno con paga irrisoria, in violazione dei contratti collettivi nazionali e territoriali e non rispettando peraltro l’ordinanza sindacale del comune di Nardò che neretino che vieta di lavorare sui campi agricoli dalle ore 12:30 alle ore 16:30 nei mesi estivi.

I Carabinieri hanno accertato anche il mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro: i braccianti prestavano la propria attività lavorativa senza aver ricevuto alcun dispositivo di protezione individuale ( erano costretti a procurarsi autonomamente guanti, scarpe, pantaloni anti strappo etc.) e in totale mancanza di bagni chimici nei luoghi di lavoro, senza alcuna visita medica né corsi di formazione ed informazione.

Uno dei braccianti ha confessato, infatti, ai carabinieri di aver subito qualche giorno fa uno strappo muscolare alla schiena. Si è accertato anche che i lavoratori dimoravano presso una masseria di Nardò, di proprietà del padre dell’arrestato e pertanto strumentale allo sfruttamento, in una situazione di degrado e pericolosa per la loro incolumità fisica. L’immobile è stato sottoposto a sequestro preventivo con l'ausilio del personale Spesal di Lecce. Duramte una perquisizione veicolare, infine, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato un documento di tre pagine scritto con un computer, riportante le varie giornate lavorative e la metodologia di pagamento, ovvero a cottimo, unitamente ad un quaderno adibito a libro paga dei braccianti.

L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari a disposizione del Sostituto Procuratore di Turno presso la Procura della Repubblica di Lecce Paola Guglielmi.